Best practice in Abruzzo: bambini a scuola nel parco
“I bambini pensano di trovare la giraffa di Kiriku o il facocero Pumpa del Re Leone e invece nella riserva abbiamo ricci, tassi, volpi, puzzole e istrici”.
Così Adriano De Ascentiis, naturalista che con il cuore e con i piedi percorre ogni giorno la riserva dei Calanchi di Atri.
Abruzzo. Piccolo paese del teramano arroccato sulle colline a due passi dal mare, con uno dei più suggestivi paesaggi dell’adriatico. I calanchi infatti sono delle architetture naturali conosciute anche col nome di bolge che, nonostante l’aspetto scarnificato e di terreno argilloso offrono una ricca varietà di flora e fauna ora protetta dall’ente parco della riserva. Ma sono in pochi a conoscere le piante egli animali che vi abitano.
E così i bambini, quando pensano alla volpe non sanno che vive lì, nel loro territorio e hanno in mente l'animale del Piccolo Principe ma non l'hanno mai vista.
“I bambini sono sempre più estranei alla natura - continua De Ascentis - e la conoscono attraverso i cartoni animati”. Proprio per loro sono stati creati 3 programmi di educazione ambientale che hanno coinvolto quest’anno circa 800 bambini delle scuole di primo e secondo grado sui tre progetti per l’anno scolastico 2009- 2010 con lezioni in aule e lezioni - osservazioni direttamente nella riserva:
- il Progetto "Colture e culture" per educare al mangiar sano e naturale,
- il progetto "Cuccioli, germogli, ragazzi" per giocare, esplorare e imparare a proteggere l'ambiente
- il progetto "Per chi suona la campana" per sensibilizare sul riciclo dei materiali e sulla raccolta differenziata
Quest'anno è attivo anche un laboratorio di arte con corsi di pittura naturalistica per bambini dai 5 ai 10 anni che parte dall'osservazione della natura. Silenzio e natura ormai sono i grandi assenti dalla realtà dei bambini, sempre più confinati nei libri a loro dedicati.
Il sito della riserva
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