Biodiversità oltre 2010: i quattro target dell'Europa
Con l’inaugurazione dell'Anno internazionale della biodiversità la Commissione europea ha presentato le possibili alternative per la politica in materia di biodiversità.
L’allarme per l’incalzante estinzione di un numero di specie sempre crescente del nostro pianeta, detta la necessità di definire una nuova visione strategica se si vuole porre fine a queste perdite.
Certamente è in primo luogo necessario l’avvio di un dibattito tra gli Stati membri per elaborare, prima della fine dell'anno, un quadro strategico dell'Ue in materia di biodiversità dopo il 2010.
La biodiversità e i servizi ecosistemici che la natura ci offre devono essere preservati, valorizzati e, per quanto possibile, ripristinati per il loro valore intrinseco, a sostegno della prosperità economica e del benessere umano e per evitare i cambiamenti catastrofici legati alla perdita di biodiversità.
Occorrono dunque nuovi obiettivi, poiché quelli attuali fissati a livello europeo e internazionale scadono alla fine dell'anno.
La visione strategica per la biodiversità della Commissione europea si proietta a lungo termine (2050), con quattro alternative per raggiungere l'obiettivo intermedio (2020), tappa fondamentale verso la realizzazione del traguardo di fondo.
L'obiettivo a medio termine (2020) inteso a tradurre nella pratica questa visione strategica si declina in quattro modi, a seconda del livello di ambizione perseguito:
- opzione 1 - rallentare in misura significativa il ritmo al quale avviene la perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici nell'UE entro il 2020;
- opzione 2 - arrestare la perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici nell'UE entro il 2020;
- opzione 3 - arrestare la perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici nell'UE entro il 2020 e ripristinarli nella misura del possibile;
- opzione 4 - arrestare la perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici nell 'UE entro il 2020, ripristinarli nella misura del possibile e aumentare il contributo dell'UE alla prevenzione della perdita di biodiversità a livello mondiale.
Questa visione strategica e il relativo traguardo permetteranno all'UE di costruirsi una posizione comune forte in vista dei prossimi negoziati internazionali sulla definizione di una strategia e obiettivi mondiali in materia di biodiversità, che si terranno in autunno a Nagoya, in Giappone.
Per consultare la comunicazione della Commissione Europea clicca qui
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