Chiusura del MEF: a Cancùn nessun accordo definitivo sul clima
"Difficilmente a Cancùn si riuscirà a trovare un accordo definitivo sulle emissioni inquinanti". E' quanto sostiene il Ministro dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo, al termine del Mef, il forum delle maggiori economie, che ha riunito a Roma i rappresentanti di 22 paesi.
Dunque, la conferenza sul clima che si svolgerà nella città messicana a fine novembre prossimo, molto probabilmente si concluderà con un mero accordo intermedio sull'inquinamento dell'atmosfera che si spera però possa essere la base su cui lavorare per sviluppare soluzioni future che siano da tutti accettate per la riduzione delle emissioni nocive.
Il Mef è stata l'occasione per discutere con i vari rappresentanti delle maggiori economie mondiali dei cambiamenti climatici e di come cooperare per controllarne l'evoluzione. In particolar modo, il Mef ha fatto registrare piccoli progressi su temi quali quelli dell'adattamento, della gestione dei fondi e la mitigazione ed ha anticipato gli argomenti fondamentali del prossimo vertice del 2011 (energia e nuove tecnologie).
Sempre nel corso del Mef, inoltre, i Paesi industrializzati hanno chiesto a quelli in via di sviluppo di inserire l'adattamento nelle varie strategie di sviluppo sostenibile, con qualche remora da parte dei paesi più vulnerabili che pensano che, procedendo in tal modo, possano beneficiare più difficilmente di fondi aggiuntivi. A questa obiezione, i Paesi sviluppati hanno risposto che è più facile dare assistenza se vi sono chiarezza e trasparenza di intenti e di programmi.
Infine, il Ministro Prestigiacomo ha proposto di inserire, tra gli argomenti del dibattito di Cancùn, anche la proposta di creare un sistema di monitoraggio (Mrv), non quantitativo bensì qualitativo, per sbloccare i finanziamenti ai Paesi in via di sviluppo.
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