Falocco: "Acquisti verdi nelle P.A. per raggiungere gli obiettivi di Kyoto" - Sull'intero ciclo di gestione, i prodotti ecologici consentono all'ente di risparmiare

ROMA - “Quello degli acquisti verdi è uno strumento molto importante e finora sottovalutato per raggiungere gli obiettivi del protocollo di Kyoto”. Lo sostiene Silvano Falocco, membro del gruppo di esperti sulla politica integrata di prodotto del Ministero dell’Ambiente e direttore del Gruppo di Lavoro Nazionale GPPnet sugli acquisti verdi. “Il nostro Paese ha approvato un decreto interministeriale nell’aprile dell’anno scorso e, se seguissimo i dettami del decreto, l’Italia sarebbe uno dei Paesi con le percentuali di green procurement più alte di Europa. Ma c’è ancora molta strada da fare, tenuto conto del fatto che entro il 2012 l’obiettivo europeo è di arrivare al 50% di eco-acquisti: acquistare verde vuol dire inserire criteri ambientali per raggiungere obiettivi come la riduzione della co2 e del consumo di energia”. Quali sono i principali ostacoli agli acquisti ecologici? "Una delle maggiori criticità individuate dalle P.A, al momento della spesa, è quella di giustificare i costi maggiori per i prodotti verdi. Anche se per alcuni beni come la carta o i prodotti elettronici ed elettrici le economie di scala hanno già abbattuto i costi quindi non ci sono maggiorazioni di prezzo, che rimangono per altri beni e servizi. Tuttavia bisogna considerare tutto il ciclo di vita del prodotto e non solo il prezzo all’atto dell’acquisto. In questo nuovo contesto la stessa Corte dei Conti, che giudica bilanci e rendicontazioni delle P.A., dovrebbe considerare il risparmio sull’intera gestione del prodotto. Faccio un esempio: su una pavimentazione a freddo, utilizzata da un comune, abbiamo abbattuto i costi della manutenzione e della messa in sicurezza del 18% nell’arco di tre anni. Quindi l’ente ha risparmiato". Quante sono al momento le P.A. “sensibili” agli acquisti verdi? “Circola un dato dell’8% ma secondo me è una stima troppo ottimista. Un altro ostacolo agli acquisti ecologici è che l’inserimento dei criteri ambientali nei bandi, nei capitolati di gara deve seguire un reale processo di acquisto – occorre pensare a ciò che serve, ai parametri ambientali da introdurre, ad un controllo sugli impatti di quei criteri. C’è bisogno che la pubblica amministrazione abbia una visione di sistema; ci sono inoltre la paura e l’inerzia che derivano da un modo di fare ormai consolidato, per cui spesso i bandi si fanno con un “copia e incolla” di bandi già consolidati e che non hanno creato problemi di ricorsi o di gare andate deserte”.   (03/12/2009)