Germania: ecco come si diventa paesi ad energia ecologica

Lo sviluppo sostenibile e la protezione del clima sono attività pubbliche di grande interesse in Germania e perciò sostenute con convinzione a livello di Stato federale, ma anche dei 16 Bundeslander e, soprattutto, dei 14.000 comuni tedeschi.

Ed è proprio il ruolo delle municipalità quello fondamentale ai fini dello sviluppo di comunità sostenibili: sono infatti i comuni a promuovere svariate iniziative per diminuire il consumo energetico nei palazzi comunali ed, in generale, nell'ambito del proprio territorio e per garantire un approvvigionamento energetico attraverso una produzione di corrente e di calore su base regionale e comunale. Queste strategie di efficientamento energetico, sia a livello generale su larga scala e nel lungo periodo, che di singoli e concreti progetti che comportano una riduzione del consumo energetico misurabile, vengono ragguppate e definite come "management energetico comunale".

In particolare, nelle aree rurali e boschive tedesche, diversi comuni, nel corso dell'ultimo decennio, hanno scelto di dotarsi di impianti autonomi di approvvigionamento energetico. Tali modelli di comuni vengono generalmente definiti "eco-comuni" o "paesi ad energia ecologica". Grazie all'impiego soprattutto di energia solare ed eolica da parte dei propri impianti, gli "eco-comuni" riescono a coprire il 100% del consumo di corrente e di calore. Le prime municipalità che sono divenute "eco-comuni" sono state quelle di Juhnde und Mauenheim, nel 2006, assieme a Freiamt, Gussing, Mertingen ed Ostritz che hanno notevolmente incrementato lo sfruttamento di energie rinnovabili. Senza dimenticare che anche realtà cittadine più importanti, come, ad esempio, Prenzlau, Burstadt, Emden, Heidelberg e Bohn, non hanno rinunciato ad utilizzare energie ecologiche.

A seconda della particolare collocazione geografica e dei biomi circostanti negli "eco-comuni" si possono utilizzare energie rinnovabili diverse. In campagna, ad esempio, si trovano sovente impianti di biogas, in quanto le aziende agricole forniscono biomasse, quali letame e liquami, necessarie per il funzionamento di tali impianti. Nelle zone boschive, invece, si preferisce costruire impianti di termoriscaldamento che possono sfruttare le grandi quantità di legname a disposizione.
Tali impianti funzionano continuamente e combinano la produzione di corrente e calore; il consumo di energia di un paese è piuttosto variabile e dipende dalla stagione e dall'ora. Se in alcuni periodi dell'anno manca la corrente elettrica, questa viene acquistata dai produttori di corrente tradizionale, così come, sempre agli stessi produttori di corrente tradizionale, viene venduta la corrente prodotta in eccesso, a prezzi incentivati per un periodo di tempo di 20 anni, dopo essere stata immessa nella rete di distribuzione nazionale. Inoltre, molti comuni hanno sviluppato propri sistemi di compensazione, usati solo in certi periodi dell'anno, per sbilanciare il variabile fabbisogno di calore.

Le iniziative per divenire "eco-comuni" vengono promosse dai sindaci, o da appositi organi tecnici comunali, e devono trovare il consenso dei cittadini che, nella loro maggior parte, devono allacciare la propria abitazione all'impianto autonomo di approvviggionamento energetico. Federazione e Bundeslander incentivano la realizzazione di "eco-comuni" attraverso premi, sovvenzioni e concorsi. Sono, comunque, piuttosto alti i costi da coprire, specie per la realizzazione degli impianti, e, tra l'altro, si ammortizzano solo dopo un lungo periodo di tempo.

Un caso particolare e piuttosto interessante di "eco-comune" è quello dell'isola di Pellworm nel mare del Nord, in vicinanza alla costa ovest dello Schleswig Holstein. Già a partire dagli anni '80, un piano energetico comunale prevedeva il ricorso alle rinnovabili, in particolare l'eolico ed il solare, fortemente sviluppate nella zona (alto tasso di ventosità e 20% in più di ore soleggiate rispetto alla media tedesca). Si pensi che a Pellworm, dopo il turismo, la fonte di reddito più elevata è data dallo sfruttamento delle rinnovabili, grazie anche a fondi europei di finanziamento per la costruzione degli impianti per rinnovabili.

Il primo impianto solare realizzato negli anni '80, all'epoca il più grande della Germania, alimentava il centro per soggiorni di cure di Pellworm, successivamente integrato dai vari pannelli solari installati dai privati sui tetti delle proprie abitazioni. E poichè nell'isola quando non c'è sole spesso però c'è vento, non mancano vari impianti eolici utili anche a compensare la variabilità nel consumo di energia attraverso centrali di produzione energetica ibrida.

Oggi il Lander dello Schleswig Holstein, nel quale è inserito Pellworm, ha deliberato lo stop alla costruzione di nuovi impianti eolici, ma, prima di questo provvedimento, era già stato ampliato il parco eolico da 1 a 12 impianti in grado di produrre complessivamente circa 16 milioni di KW/h di elettricità l'anno, più delle necessità dell'isola. Il surplus di energia viene ceduto alla rete di distribuzione nazionale collegata a Pellworm attraverso cavi sottomarini. Degno di nota anche il fatto che le piscine dei centri di cura ricevono calore prodotto grazie all'uso di biomasse (soprattutto mais e liquame).

Dunque non vi è dubbio che vi siano notevoli benefici nel diventare "eco-comuni": oltre a vantaggi prettamente di carattere energetico, quali l'indipendenza nella produzione di corrente elettrica, vi sono anche numerosi altri fattori positivi legati ai ricavi economici derivanti dalla vendita di energia in eccesso, all'aumento della popolazione locale, ad una maggiore capacità di attrazione turistica ed all'autonomia di progettazione del proprio piano energetico comunale (soprattutto relativamente ai moduli fotovoltaici a terra).