L'insostenibilità del trasporto pubblico locale

di Federico Ferretti*

Siamo a gennaio e, puntuali come le tasse, ritornano le famigerate polveri sottili a rendere ancora più irrespirabile l'aria delle nostre città. Quest'anno poi una stagione particolarmente secca, soprattutto al centro nord, ha acuito ulteriormente il problema, a cui si cerca di ovviare con soluzioni semplicemente palliative (targhe alterne, domeniche a piedi, ecc.).

Al di là della mancanza di una efficace strategia anti inquinamento a lungo termine, occorre chiedersi perchè nelle nostre città circolano così tanti autoveicoli. La risposta è semplice: perchè sono il mezzo di trasporto più comodo per muoversi, in quanto i quelli pubblici funzionano male.

L'universo del trasporto pubblico locale è una sorta di selva oscura dantesca, ove è molto difficile districarsi, tra norme, contratti, promesse mancate, tagli ai finanziamenti, ecc. E' noto a tutti come la categoria degli autoferrotranvieri sia una di quelle dei perenni scontenti (basti pensare agli scioperi spesso proclamati), al pari dei precari della scuola e di molte altre nel nostro Paese.

A Londra, Parigi e Madrid, solo per citare tre esempi europei di trasporto pubblico virtuoso, non vi è una sola area cittadina che non si possa raggiungere in metropolitana. A Roma, gli scavi per l'underground si bloccano un giorno sì e l'altro pure appena si rinviene un archetto di travertino. Se a lungaggini burocratiche, mancanza di personale, mezzi di trasporto vetusti, aggiungiamo poi i continui tagli agli investimenti nella pubblica mobilità, si capisce come a pagare siano sempre i cittadini, costretti a prendere l'auto se vogliono muoversi in condizioni decenti, ed i loro polmoni.

Siamo in un periodo di recessione economica internazionale e si devono compiere sacrifici importanti: giusto, ma perchè devono rimetterci sempre gli utenti, visto che si incominciano a tagliare sempre e solo i servizi pubblici essenziali! E gli sprechi, che ce ne sono tanti ed in vari settori, si promette di eliminarli e, puntualmente, rimangono per tenere calme le varie lobbies di potere presenti in Italia.

Se vogliamo rilanciare davvero il trasporto pubblico locale, con benefici anche per la nostra salute, è necessario dare la giusta gratificazione economico professionale al personale, acquistare nuovi mezzi, possibilmente ecologici, e sviluppare servizi che possono contribuire alla riduzione dei veicoli in circolazione (car pooling, bike sharing, ecc.). Però è necessario che tutti facciano la loro parte, istituzioni centrali e locali, categorie professionali, sindacati, cittadini, ecc. Alzare le barricate ed affermare pretestuosamente la propria contrarietà ad ogni soluzione potenzialmente innovativa per motivi meramente politici sono comportamenti inutili quanto danosi.

A proposito di... dolorosi fioretti in questa eterna quaresima di crisi: i politici, che da qualche tempo si sentono dei perseguitati riguardo la questione dei privilegi loro riconosciuti (mah...), hanno promesso che rinunceranno alle auto blu a favore dei mezzi pubblici. Possiamo stare tranquilli che, sic stantibus rebus, dopo che sperimenteranno il primo giorno autobus, tram e metro, la mattina seguente troveremo puntualmente, sotto la loro abitazione, una berlina scura con lampeggiante acceso ed un autista un pò assonnato pronto a dire: "Buongiorno onorevole"!

*progetto "Comunità sostenibili" FormezPA