L'Ue dà il via al monitoraggio satellitare di clima ed ambiente

Gestire al meglio, e, possibilmente, prevedere le catastrofi ambientali (terremoti, inondazioni, gravi episodi di inquinamento, ecc.) che potrebbero accadere in Europa, intervenendo in tempo per mettere in sicurezza le popolazioni e, nello stesso tempo, controllare l'evoluzione del clima. Sono questi gli intenti fondamentali del sistema di monitoraggio satellitare Global Monitoring for Environment and Security (GMES) messo a punto dal Parlamento europeo, con un finanziamento di 107 milioni di euro. L'Unione europea, nell'ambito del VII Research Framework Programme, ha poi già stanziato altri 209 milioni per la prima fase di avvio del monitoraggio che durerà fino al 2013.

Il GMES dovrà innanzitutto fornire dati dettagliati sulla sicurezza ambientale da trasmettere successivamente alle istituzioni locali, regionali e nazionali non lasciandole così impreparate di fronte alla gestione di eventuali emergenze. Inoltre, grazie al GMES, l'Unione europea potrà finalmente disporre di una propria banca dati ambientale costantemente aggiornata, mentre fino ad oggi i dati provenivano dai satelliti americani.

Ma non solo prevenzione e controllo dei disastri ambientali: il GMES monitorerà anche i cambiamenti climatici e fornirà indicazioni utili per le decisioni strategiche in materia di agricoltura, foreste, energia, sviluppo urbano, infrastrutture e trasporti.

Dunque, in prospettiva, il GMES, che entrerà nella piena operatività nel 2014, diverrà uno strumento utile a promuovere l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo tecnologico, per sostenere la biodiversità, la gestione degli ecosistemi e la mitigazione dei cambiamenti climatici.