Rapporto Osservasalute 2010: città italiane poco sostenibili
Città italiane inquinate, con pochi spazi verdi e, dunque, davvero poco sostenibili. E' quanto emerge dal rapporto "Osservasalute Aree Metropolitane 2010" dell'Osservatorio Nazionale per la salute nelle regioni italiane dell'Università Cattolica di Roma.
Gli elevati valori di inquinamento registrati in tutte le grandi aree metropolitane italiane, Napoli in testa, fanno registrare un tasso di mortalità superiore rispetto alla media nazionale, sia per gli uomini che per le donne, ad eccezione di Bologna e Firenze.
Le città soffrono, in modo particolare, la scarsità di aree verdi: basti pensare che nel 2008, come spiega il rapporto, gli spazi verdi erano pari a 96,3 metri quadrati per abitante, valore stabile dal 2004, ma in diminuzione dal 2003, che contava 94,1 metri quadrati per abitante. Questi significa che dal 2003 non vi è stato alcun incremento delle aree verdi urbane. Messina, Bari, Trieste e Milano le città messe peggio, con meno di 20 metri quadrati di verde per abitante. In controtendenza le città di Venezia, Catania e Reggio Calabria: il capoluogo veneto ha visto una crescita delle aree verdi pari a 8,7 metri quadrati, la città siciliana pari a 4,7 metri quadrati, mentre Reggio vede un aumento di 4,8 metri quadrati.
Roma è la seconda città verde al mondo (meglio solo Oslo), ma lo spaventoso inquinamento atmosferico della capitale annulla di fatto i benefici dei parchi e delle ville che si trovano in città.
La sostenibilità ambientale di una città si inizia a misurare proprio dal verde pubblico, che influenza la salute mentale e fisica dei cittadini. I parchi sono di fondamentale importanza per mitigare il clima svolgendo una funzione regolatrice quando vi sono notevoli sbalzi di temperatura come accade dutrante le ondate di calore, filtrando e pulendo l'aria, attenuando rumori e vibrazioni che causano l'inquinamento acustico tipico delle grandi metropoli. Inoltre, il verde permette di curare il fisico attraverso l'attività sportiva, combattendo il sovrappeso.
Il problema però più preoccupante continua ad essere quello dell'inquinamento atmosferico: a nulla sono serviti i blocchi del traffico, che hanno dimostrato di essere solo dei provvedimenti palliativi, con efficacia nulla a lungo termine. Messina e Napoli hanno fatto registrare un aumento del Pm10 rispettivamente del +300% e + 187,2%, con un impatto spaventoso sulla salubrità dell'ambiente e dei cittadini.
Pertanto, il rapporto invita l'Italia e fare di più per la tutela della salute delle città, investendo innanzitutto su verde pubblico ed energie pulite, ma anche trovando nuove soluzioni di progettazione urbanistica che tengano in considerazione fattori indispensabili quali acqua, aria, rifiuti, rumore e trasporti.
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