Regione Lazio: "laboratorio Ventotene" isola a emissioni zero - intervista al Prof. Mascioli (POMOS)

La sensibilità particolare, espressa nella “carta di Ventotene” in cui si ritrovano idee simili a quelle fondative dell’Unione europea, insieme ai caratteri naturalistici e storici dell’isola, e allo spirito in qualche modo pionieristico della popolazione che la abita, l'hanno resa laboratorio ideale del primo esempio laziale di comunità sostenibile
Ne abbiamo parlato con il Professor Fabio Massimo Frattale Mascioli, curatore scientifico del progetto nell’ambito del Polo Mobilità Sostenibile della Regione Lazio (Pomos) 


Quando ha avuto inizio per Ventotene la sua “svolta verde”?
La regione Lazio ha individuato in Ventotene la location ideale per sperimentare un modello virtuoso di sostenibilità. Ventotene infatti, oltre al suo valore simbolico, assume in se le caratteristiche di territorio di alto pregio in quanto è sia parco terrestre che marino, e con dimensioni tali da prestarsi a sperimentazioni più qualitative che quantitative. 
Il progetto inizialmente prevedeva di attuare solo la parte energetica a emissioni zero, utilizzando pannelli solari di ultima generazione e la parte di illuminazione pubblica con lampade a basso consumo energetico, in un secondo momento la Regione ha deciso di estendere il progetto anche ai sistemi di mobilità a emissioni zero, con l’intensione di integrare questi ultimi con le infrastrutture di generazione di energia. In questo ha voluto coinvolgere gran parte dei Poli di ricerca regionali e dipartimenti universitari (Chose, il polo del fotovoltaico organico, Pomos, Polo per la mobilità sostenibile, e Itaca il dipartimento universitario della facoltà di architettura dell’Università Sapienza di Roma), che proprio in Ventotene hanno trovato modo di mettere in campo tutte le proprie forze, competenze e di collaborare in un importante progetto comune.
 
Il progetto «Isola a emissioni zero», promosso dall’assessorato regionale all’Ambiente, dal Comune di Ventotene e dal centro di ricerca per la Mobilità Sostenibile ospitato a Cisterna di Latina, ha quindi tra le sue priorità d’intervento in tema di sostenibilità la questione della mobilità. Quali sono gli interventi realizzati ad oggi nell’Isola e qual è la prospettiva nella quale sono stati concepiti?
Si può dire che il progetto Ventotene assume per Pomos una valenza simbolica, in esso sono infatti presenti tutti gli ingredienti che costituiscono il nostro piatto. Per capirci meglio: sperimentare sulla piccola isola un sistema completo di mobilità sostenibile costituito da una flottiglia di veicoli elettrici, alcuni prototipali, di una infrastruttura di ricarica e di un sistema telematico di controllo della flotta e di monitoraggio dei dati. Tutto questo, integrandoci con la fase 1 del progetto che prevedeva la realizzazione di sistemi fotovoltaici di generazione elettrica. La sperimentazione è in corso e si concluderà, per quanto ci riguarda, al termine della prossima estate. Poi resteranno sull’isola delle strutture permanenti che entreranno in normale esercizio. Ci siamo occupati un po’ di tutto. Dal punto di vista tecnico: della selezione dei mezzi elettrici, del dimensionamento dell’infrastruttura di ricarica e del sistema di gestione che prevede centraline radio localizzate nei veicoli, la copertura dell’isola con antenne wi-fi e la realizzazione di un centro di controllo. Dal punto di vista organizzativo: di coordinare le imprese coinvolte nel progetto e di curare gli aspetti relazionali con l’amministrazione. Dal punto di vista “filosofico”, ci siamo mossi con il massimo rispetto del territorio, molto delicato, preferendo ascoltare le richieste provenienti da esso piuttosto che cercare di imporre le nostre scelte anche quando a noi apparivano ragionevoli. Abbiamo imparato moltissimo e Ventotene è diventato per noi una sorta di format replicabile, con le dovute modifiche, anche in altri territori.

Qual è l'obiettivo ultimo di "Ventotene Isola Emissioni Zero"?
Per quanto riguarda Pomos l’obiettivo è quello di implementare modelli di mobilità sostenibile attraverso l’introduzione di mezzi elettrici, al fine di rendere l’isola un territorio a emissioni zero.
Ma è bene sottolineare che portare la mobilità sostenibile in un luogo, in questo caso l’isola di Ventotene, non ha significato semplicemente comprare veicoli elettrici e metterli su strada.
Il primo passo è stato un “contributo di sistema”, nel quale è stato capito che un progetto di mobilità sostenibile nasce e persiste se si costruiscono le premesse affinché il suo utilizzo diventi permanente. Il progetto è stato quindi pensato in modo triplice. Primo, la scelta della flotta più idonea, valutata in base alle opportunità e quindi ai vincoli, e il fatto che questa possa essere nel tempo arricchita di nuove vetture alcune delle quali sperimentate e realizzate dagli stessi ricercatori di Pomos. Secondo, la scelta di realizzare un’infrastruttura di ricarica che fosse armonizzata con il resto del progetto e che prevedesse la produzione da fonte fotovoltaica. Terzo, la scelta di costruire una struttura telematica che permettesse di sostenere diverse funzioni tra cui il controllo delle flotte, laddove richiesto, nell’ottica di una politica di ottimizzata delle politiche di ricarica.

In che modo la cittadinanza interagisce con questa dimensione ecologica dell’isola? Quali sono state le attività di sensibilizzazione intraprese?
Inizialmente la cittadinanza ha reagito con stupore, successivamente con molto entusiasmo, soprattutto quando ha visto sbarcare sull’isola la flotta di veicoli elettrici e successivamente in movimento sulle strette strade dell’isola.
Per sensibilizzare la popolazione, in fase embrionale del progetto sono stati considerati due aspetti fondamentali: la comunicazione e la formazione. Per la comunicazione si è pensato di realizzare un pannello illustrativo che dia per lo meno delle informazioni di massima sintesi, l’energia prodotta dal sole, quanta ne viene utilizzata dai veicoli, l’anidride carbonica risparmiata. Informazioni che presto, integrate da altri di maggiore dettaglio, saranno presenti anche su internet.
Per quanto riguarda la formazione, invece, nel caso dei veicoli questa è indispensabile sia per un corretto uso dei veicoli stessi (uso, manutenzione, corretta strategia di ricarica) sia per rendere permanente la flotta sull’isola. Nostro compito è quindi anche quello di formare degli operatori addetti all’uso e alla manutenzione dei veicoli, in modo che siano consapevoli dell’intera struttura energetica e al corrente di cosa stia avvenendo quando si ricarica un mezzo. Questo è il modo per rendere durevole la funzionalità del sistema di mobilità sostenibile sull’isola e rendere partecipe i suoi cittadini.


Anche la pubblica amministrazione locale sta intervenendo con forme di governance ambientale ad hoc?
Fino ad oggi il progetto è stato sviluppato a stretto contatto e con la piena disponibilità dell’amministrazione di Ventotene , rispettando totalmente i requisiti dell’isola. 
Sono previsti ulteriori passi, prerogativa di scelte politiche territoriali, e non strettamente legati a fattori tecnico scientifici, per i quali noi possiamo fornire supporto esterno a livello strettamente ed esclusivamente consulenziale. 
In primo luogo la realizzazione di un sistema di mobilità sostenibile sull’isola implica la realizzazione di un piano di mobilità che trae forza dagli aspetti innovativi del progetto, di conseguenza si potrebbero pensare a livello amministrativo forme di incentivazione ad hoc per l’acquisto di veicoli elettrici, da parte dei residenti dell’isola. Si sta anche pensando ad estendere alcune soluzioni al porto di Formia, con la realizzazione di sistemi di car sharing a emissioni zero. In poche parole, in prospettiva, non si vogliono più avere vetture termiche sull’isola, né per i residenti né per i turisti.

Ventotene è inserita in una rete nazionale di comunità sostenibili e/o è in contatto con progetti e iniziative che a livello europeo agiscono in questa direzione (Strategia Europea di Sviluppo Sostenibile, e quindi Patto dei Sindaci, IEE - Intelligent Energy Europe ecc.)?
Il progetto “Ventotene Isola Emissioni zero” è stata selezionata ad esempio sia per l’Expo di Shangai 2010, quale esempio di eccellenza italiana e nello specifico della Regione Lazio, ma anche dal progetto europeo “Press for Transport” , come esempio di best practice da divulgare a livello internazionale.
Se l’amministrazione di Ventotene prevedesse di metterlo in rete con altri territori di caratteristiche simili, saremmo ben lieti di affiancarlo e supportare l’iniziativa.
 
Quali sono i prossimi passi previsti per lo sviluppo di "Ventotene Isola Emissioni Zero"?
Il progetto è diviso in 2 fasi principali:

  • La fase 1 della durata di 6 mesi, che sta per concludersi, riguarda la sperimentazione delle infrastrutture, dei mezzi individuati, delle funzioni connesse e la loro relativa implementazione. Tale fase prevede inoltre la formazione del personale necessario alla gestione delle attività da parte di Cnos-Fap e con la supervisione scientifica di Pomos.
  • La fase 2 riguarderà invece la gestione ordinaria nel tempo dei sistemi proposti, sperimentati e implementati durante la fase 1.  

Inoltre il progetto è stato pensato per essere replicato anche in altre realtà territoriali disposte e idonee a sperimentare.
Di fatto, stiamo già avviando un processo analogo che interesserà il comune di Cisterna di Latina, sede del Pomos, e coinvolgerà zone di notevole interesse come il Monumento Naturale “Giardino di Ninfa”. Anche altre isole italiane sembrano interessate. Insomma, si è aperto per noi un capitolo strategico che può darci delle vere soddisfazioni. Almeno lo spero e lavorerò per questo.