Regione Trentino Alto Adige: Sluderno, "comune sostenibile" esemplare per mix energetico
di Veronica Flora
960 metri quadrati di pannelli solari termici e 512 kW (chilowatt) di pannelli solari fotovoltaici diffusi sui tetti, piu' 4 micro impianti idroelettrici con una potenza complessiva di 232 kW, un impianto eolico da 1,2 MW (megawatt), impianti di biomasse locali e biogas per scaldare le case (potenza di 6.200 kW termici) allacciati a 23 km di una rete di teleriscaldamento.
Questi alcuni dei dati diffusi da Legambiente per giustificare il primo posto di Sluderno come Comune rinnovabile.
Ne abbiamo parlato con il sindaco Erwin Wegmann.
Quando è nata questa vostra passione per le “rinnovabili”?
Sluderno si trova in una posizione estremamente soleggiata. Per questo motivo l'amministrazione comunale ha cominciato già 20 anni fa ad installare sugli edifici pubblici di nuova costruzione dei pannelli solari per l'acqua sanitaria. Poi pian piano anche i cittadini si sono messi su questa strada, godendo nel contempo delle sovvenzioni provinciali (il 30 % dei costi) messe a disposizione per queste iniziative.
Nel 1999 il consiglio comunale ha deciso di intraprendere delle misure
per favorire la costruzione di un impianto di teleriscaldamento a biomassa. Dopo uno studio di fattibilità si sono riunite delle persone interessate con l'intensione di costituire una società cooperativa per la costruzione e la gestione dell'impianto. Nel 2001 la cooperativa era operativa e ha realizzato in tempi brevi sia la centrale di riscaldamento che la rete di distribuzione, allacciando la stragrande parte degli edifici pubblici e privati.
In un secondo momento veniva allacciata all'impianto di teleriscaldamento anche la Glorenza (ca. 1000 abitanti). Sluderno è un paese dalla struttura contadina (in prima linea allevamento di bestiame e mele). I contadini avevano continuatamente problemi con i depositi di stallatico e liquame e liquiletame, per questo è sorta l'idea di costruire un impianto a biogas. Lo studio di fattibilità ha
evidenziato che le quantità provenienti dalle aziende agricole di Sluderno non sono sufficienti per garantire la profittabilità dell'impianto, per cui si sono riuniti con i contadini dei paesi confinanti, costituendo insieme una società cooperativa per la costruzione e gestione di questo impianto a biogas. Quest'ultimo impianto è collegato con l'impianto di teleriscaldamento. Ritornando sull'argomento iniziale della posizione soleggiata del paese e con l'avvio dei benefici statali sono sorti anche parecchi impianti fotovoltaici, in prima linea sui tetti esistenti delle aziende artigianali e agricoli (che di regola hanno grandi superfici). L'alta Val Venosta è nota come terra secca, dove tira sempre il vento. Sfruttando questa fonte naturale è sorta l'idea di un impianto eolico. Un'impresa locale specializzata si è dichiarata disposta ad installare due impianti in via sperimentale con tecnica avanzata. Già da 5 anni questi impianti sono in funzione e danno buoni risultati.
Infine il Comune di Sluderno prende l'acqua potabile da sorgenti distanti di ca. 13 km su un'altezza di 2068 m.s.l.m. Il paese è a 900 m.s.l.m. Per abbassare la pressione nelle condotte il Comune ha dovuto installare due impianti di interruzione portando la pressione a 0 bar.
Questi due impianti erano costosi nella manutenzione, quindi è sorta l'idea di installare al posto di questi impianti di interruzione due piccoli impianti idroelettrici, potendo così sfruttare l'energia fin d'ora persa.
Il primo impianto messo in esercizio nel 2006 lavora senza alcune spese di manutenzione, tranne i controlli normali, il secondo impianto messo in esercizio nel 2009 lavora anche senza problemi.
Quindi il Comune incassa degli introiti dalla cessione di energia elettrica e
dalla vendita dei certificati verdi, invece di dover spendere parecchio
denaro per la manutenzione dei due impianti di interruzione. Gli altri due impianti sono privati, di cui uno è stato realizzato da un consorzio di miglioramento che utilizza l'acqua di irrigazione.
Un bel quadagno per i nostri contadini di alta montagna (tutti i soci gestiscono masi sopra i 1500 m.s.l.m.) e devono giornalmente vedere come
superare gli ostacoli della vita assai dura in montagna. Gli introiti
provenienti da questo impianto facilitano molto la loro vita. E l'altro
impianto serve per fornire l'energia elettrica per un hotel.
Pensa che questo mix energetico possa essere replicabile agilmente in comuni più grandi del vostro (1800 abitanti)? E in che modo?
Questo mix energetico di sicuro è facilmente applicabile in altri comuni anche più grandi, basta che esista la volontà di muovere qualcosa in questa direzione. E' sempre l'uomo che è in grado di cambiare qualcosa.
Noi abbiamo fatto l'esperienza che quando gli argomenti battano, seguono
anche i cittadini.
Qual è l’obiettivo di tali politiche energetiche?
L'obiettivo della politica energetica di Sluderno è mantenere e sviluppare la piena autonomia energetica, senza dipendenze e di sfruttare per quest'obbiettivo i fonti locali (biomassa come struccioli di legna, stallatico, vento, acqua, sole).
Come rispondono i cittadini? Quali sono state le attività di sensibilizzazione intraprese?
I cittadini sono stati i primi a capire che queste iniziative capillari, sorte da un lato dagli ottimi presupposti geografici del paese e dall'altro lato da costrizioni economici, offrono benefici a tutti.
Toccava al Comune riprendere queste idee, già delle linee guida del Comune di Sluderno, che i diversi gruppi di cittadini hanno elaborato insieme, formulando e manifestando le loro idee e visioni per il prossimo decennio.
Una Direttiva in proposito ha il seguente contenuto: “Spostiamo il nostro baricentro sull'energia solare e sugli altri fonti rinnovabili”: l'idea originaria è venuta proprio dalla cittadinanza, non sono state quindi necessarie tante spinte da parte della pubblica amministrazione per sensibilizzare i cittadini.
Sluderno può definirsi una comunità eco-sostenibile? Quali altre azioni in materia di tutela ambientale e di sviluppo sostenibile in senso più ampio state portando avanti?
Pensiamo certamente di essere una comunità eco-sostenibile con vari tipi di fonti energetiche, tutte rinnovabili. Una parte della biomassa per il
teleriscaldamento proviene dai boschi sul posto. Lunghe vie di trasporto
vengono meno ed i boschi nella zona vengono sgomberati da legna morta.
Il prelevamento di questa legna di minore qualità in sede di lavori di
diradamento fa bene al bosco. Approfittiamo delle occasioni che la
natura ci ha dato come il sole, il vento, l'acqua ed il bosco; così si
chiude il cerchio senza creare tanto fastidio alla natura e per il
benessere delle persone che vivono in loco.
Sluderno è inserita in una rete nazionale di comunità sostenibili che impiegano le fonti rinnovabili e/o è in contatto con progetti e iniziative che a livello europeo agiscono in questa direzione (Strategia Europea di Sviluppo Sostenibile, e quindi Patto dei Sindaci, IEE - Intelligent Energy Europe ecc.)? Avete avuto riscontri, sostegni in questo vostro percorso “verde” a livello della Regione Trentino Alto Adige e a livello nazionale?
Esiste solamente una collaborazione con i paese vicini per quanto
riguarda l'impianto eolico, l'impianto a biogas e l'impianto di
teleriscaldamento. Certo, le condizioni di quadro della Provincia, dello
Stato, hanno contribuito certamente a portare avanti queste idee, ma
alla fine dei conti è sempre la comunità stessa che è responsabile per
la natura e per il nostro futuro.
Quali sono le iniziative più recenti in tema di efficientamento energetico e rinnovabili che state portando avanti?
Attualmente stiamo realizzando un impianto fotovoltaico con 540 kWp ed
una produzione annua di 600.000 kWh, in parte come impianto a terra ed
in parte come impianto su tetto (cantiere comunale e centro di
riciclaggio).
Cerca
articoli via rss
Newsletter Governance Ambiente
Rimanete informati iscrivendovi alla nostra newsletter.






