Rifiuti organici come risorsa: nuova comunicazione della Commissione UE
Rifiuti biodegradabili alimentari e i rifiuti di giardino e di cucina rappresentano ogni anno 88 milioni di tonnellate di rifiuti urbani e possono avere un grande impatto sull'ambiente. Ma questi stessi rifiuti hanno anche un grande potenziale come fonte rinnovabile di energia e di materiali riciclati. La comunicazione presentata lo scorso 18 maggio dalla Commissione promuove azioni dirette a liberare questo potenziale utilizzando in modo ottimale la legislazione esistente e lasciando liberi gli Stati membri di scegliere le opzioni più adatte alla loro situazione specifica. Sono inoltre previste iniziative di sostegno a livello dell'UE.
Janez Potočnik, commissario per l’ambiente, si è così espresso: "Abbiamo già un vasto corpo normativo che disciplina i rifiuti organici nell'UE. Ma migliorando l'attuazione e il controllo del rispetto di queste norme possiamo trarre ancora più benefici dai rifiuti organici. Se da un lato questo nuovo approccio servirà a contrastare il cambiamento climatico, dall'altro la produzione di biogas e di compost di buona qualità contribuirà a salvaguardare la salute del suolo e a rallentare la perdita di biodiversità."
Rifiuti organici - un potenziale non sfruttato Da una valutazione della Commissione risulta che migliorando la gestione dei rifiuti organici nell'Unione europea si avrebbero grossi benefici economici e ambientali. Tra le strategie più promettenti figurano la prevenzione dei rifiuti organici e il trattamento biologico con produzione di compost e biogas.
Il principale rischio ambientale legato ai rifiuti organici è la produzione di metano, un gas che ha un potente effetto serra, 25 volte superiore a quello del biossido di carbonio. Se il trattamento biologico dei rifiuti fosse attuato nella misura massima possibile, il vantaggio più visibile e significativo sarebbe quello di evitare emissioni di gas a effetto serra, stimate a circa 10 milioni di tonnellate di equivalenti CO2 nel 2020.
Circa un terzo dell'obiettivo che si è fissato l'UE per il 2020 in materia di energie rinnovabili nei trasporti potrebbe essere conseguito utilizzando il biogas ricavato dai rifiuti organici, mentre circa il 2% dell'obiettivo globale fissato dall'UE in materia di energie rinnovabili potrebbe essere raggiunto se tutti i rifiuti organici fossero trasformati in energia.
La piena attuazione delle politiche esistenti, sostenuta da una migliore gestione dei rifiuti organici, genererebbe benefici economici e ambientali stimati tra 1,5 e 7 miliardi, tanto più elevati quanto più ambiziose saranno le politiche di riciclaggio e di prevenzione.
Azioni prioritarie Tra le azioni prioritarie figurano il rispetto rigoroso degli obiettivi sul dirottamento dei rifiuti organici dalle discariche e la corretta applicazione della gerarchizzazione dei rifiuti e di altre disposizioni della direttiva quadro sui rifiuti, in modo da privilegiare l'introduzione di sistemi di raccolta differenziata.
Gestione dei rifiuti organici negli Stati membri Le politiche nazionali in materia di gestione dei rifiuti organici variano molto da uno Stato membro all'altro: in alcuni Stati membri gli interventi sono minimi, in altri si perseguono politiche ambiziose.
I benefici ambientali ed economici dei differenti metodi di trattamento dei rifiuti organici dipendono dalle condizioni locali, ad esempio dalla densità di popolazione, dal clima e dalle infrastrutture.
Il compostaggio e la digestione anaerobica sono le opzioni economiche e ambientali più promettenti per i rifiuti organici di cui non è possibile la prevenzione. Tuttavia, un prerequisito importante è la buona qualità dei materiali introdotti in questi processi. Nella maggior parte dei casi questo obiettivo potrebbe essere raggiunto in modo ottimale mediante la raccolta differenziata dei rifiuti organici.
Sistemi molto efficienti basati sulla separazione dei diversi flussi di rifiuti organici esistono già in Austria, Germania, Lussemburgo, Svezia, Belgio, Paesi Bassi, in Catalogna (Spagna) e in alcune regioni italiane.
Il testo della comunicazione UE
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