Rinnovabili in Italia: il segreto è nel territorio
di Federico Ferretti*
Quasi 200.000 impianti per rinnovabili di piccola e grande taglia: cresce sempre di più, da Nord a Sud, l'Italia del sole, del vento, della geotermia e delle biomasse.
Il modello energetico novecentesco, incentrato sui combustibili fossili (in particolare petrolio e carbone) sulle grandi centrali e sugli oligopoli, sta, ormai, scomparendo, non più compatibile con un universo profondamente segnato dai cambiamenti climatici ed impegnato a ridurre le emissioni inquinanti per consegnare alle generazioni future un futuro più sostenibile.
Molte realtà italiane ed europee avvalorano la possibilità che il sogno di Herman Scheer, il padre della normativa tedesca sulle rinnovabili, si avveri e cioè che le green energies diventino il perno di una nuova democrazia energetica che garantisca l'autonomia a vaste aree del pianeta.
Ed è proprio ai territori che dobbiamo guardare per comprendere il significato di queste grandi trasformazioni che il settore dell'energia sta vivendo. In principio furono le cosiddette "vecchie rinnovabili", vale a dire il grande idroelettrico e la geotermia, a contribuire, nel 1800, alla prima grande rivoluzione industriale del nostro Paese e che ancora oggi rivestono un ruolo fondamentale nel bilancio energetico italiano.
Successivamente, a partire dagli inizi del secolo scorso, studiando ed
indagando le varie aree geoclimatiche italiane, ci si è resi conto di come lo "Stivale" offrisse innumerevoli risorse dalle notevoli potenzialità energetiche, economiche ed ambientali. Il vento ed il sole del Sud, le biomasse del Nord e gli "sbuffi" geotermici del Centro sono solo alcune piccole testimonianze di come il panorama delle rinnovabili sia vasto ed equamente ripartito su tutto il territorio nazionale.
Un esempio su tutti: una ventina d'anni fa, transitando sull'autostrada A25 Torano - Pescara, nei pressi di Collarmele, in Provincia dell'Aquila, si poteva notare un generatore eolico monopala, probabilmente oggi considerato rumoroso ed inefficiente, che girava, malinconico ed isolato, alle pendici delle alte vette delle montagne della Marsica Fucense. Nel corso degli anni, gli impianti aumentarono ed oggi sorge una mega centrale eolica con quasi 50 aerogeneratori.
Al pari di Collarmele, in tante altre zone d'Italia sono sorte nuove installazioni, o quelle esistenti si sono ampliate, creando servizi, posti di lavoro, edifici più efficienti e garantendoci maggiore benessere ed una migliore qualità della vita. Senza dimenticare che i Comuni che producono energia grazie alle rinnovabili hanno presentato agli utenti bollette meno salate.
Tutto questo per dire come spesso non ci accorgiamo che il nostro territorio, a volte addirittura il nostro stesso backyard, può celare, grazie alle rinnovabili, risorse energetiche inimmaginabili su cui è opportuno investire, anche per dare una possibilità di rilancio ad un Italia che, insieme a gran parte della Comunità internazionale, è da tempo impantanata nella recessione. Chi pensa che le rinnovabili costituiscano un'opportunità solo marginale per uscire dalla crisi si sbaglia davvero di grosso!
*progetto "Comunità sostenibili" FormezPA
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