Rinnovabili: la burocrazia frena lo sviluppo, specie al Sud

ROMA - Gli investimenti in energie rinnovabili in Italia incontrano un freno in un quadro regolatorio in continuo mutamento, fattore al quale vanno aggiunte le lungaggini burocratiche legate alle fasi autorizzative e "zone d'ombra che, in molti casi, circondano lo sviluppo iniziale dei progetti.
E' quanto emerge dal rapporto 2010 OIR (Osservatorio Internazionale sull'Industria e la Finanza delle Rinnovabili). Nonostante i recenti studi dimostrino come l'eolico sia in crescita nel nostro Paese in un mercato globale delle fonti di energia rinnovabili, l'Italia registra un notevole ritardo nei settori piu' innovativi: l'eolico e solare. 

 "Per un equilibrato sviluppo delle rinnovabili - ha detto ancora il direttore dell'Oir Andrea Gilardoni - sono necessari investimenti nella rete, specie nelle regioni del Sud Italia, dove i lunghi tempi per gli allacciamenti e le sempre piu' numerose disconnessioni stanno avendo effetti negativi sugli operatori e sui clienti finali".

Lo studio, patrocinato dal Gse e realizzato in collaborazione con Accenture e Unicredit Mediocredito Centrale, stima sui 162 miliardi di dollari gli investimenti realizzati a livello mondiale nel comparto delle rinnovabili nel 2009, anno nel quale tale flusso e' calato di appena il 6,4%, dimostrando una notevole tenuta in un quadro di crisi finanziaria internazionale.