Settimo Torinese "comunità sostenibile" eccellente per Woodrow Clark. Intervista al sindaco Aldo Corgiat

In sintonia con l’allure della Regione Piemonte in materia di “energie verde”Settimo Torinese compare tra i casi esemplari di “comunità sostenibili” in materia di utilizzo e promozione delle rinnovabili che Woodrow Clark, covincitore del premio Nobel per la Pace nel 2007 con Al Gore, ha inserito nel suo ultimo libro “Sustainable Communities”.
Il sindaco di Settimo, Aldo Corgiat, ha risposto per noi ad alcune domande sull’eccellenza rappresentata dalla sua città.

Persino uno stadio del rugby ad energia pulita. Qual è il segreto di Settimo?
Nessun segreto particolare. Semplicemente Settimo Torinese ha deciso di investire sulle energie rinnovabili nelle loro forme più diverse. Dall’idrogeno al fotovoltaico, dalla cogenerazione al  teleriscaldamento. Siamo convinti che debba essere proprio il settore pubblico un traino per incentivare forme nuove e alternative di energia.

Quando e come è cominciata la “conversione al verde” di Settimo? 
Negli ultimi 10 anni, attraverso anche le nostre aziende municipalizzate abbiamo deciso di connotare questo territorio come una piattaforma dove poter far nascere diverse forme di energie rinnovabili. Settimo Torinese è sempre stato caratterizzato per essere un luogo con una forte e massiccia presenza di industrie pesanti. Con la deindustrializzazione ci siamo trovati di fronte al tema di come ripensare il futuro e lo sviluppo del territorio. E’ evidente che l’industria continua ad essere un motore economico importante ma abbiamo allo stesso tempo pensato di orientare le scelte verso lo sviluppo delle energie rinnovabili. Non prediligendo questa o quella specifica soluzione, ma pensando a “sistemi energetici agili”

Woodrow W. Clark è stato recentemente ospite del Comune di Settimo Torinese. Come definisce Clark l’identità di una “comunità sostenibile” e per quali caratteristiche rientrate in questa categoria? 
La crescita economica, secondo Clark, si deve appoggiare su una strategia di sviluppo basata sulla piccola produzione energetica distribuita che può garantire a tutti la possibilità di essere sia produttori sia fruitori. In questo senso, per essere attori di questo processo non servono grandi budget e anche comunità relativamente piccole come Settimo possono essere protagoniste del grande gioco energetico. Ed è esattamente quello che stiamo facendo a Settimo con il nostro piano strategico. 

Clark parla del rapporto fondamentale tra “sostenibilità locale” e “trasmissione dell’energia (transmission)”. E’ cioè importante che nella trasmissione di energia il dispendio sia minimo: poter disporre ad esempio di piccole centrali di energia solare o eolica che rendano le comunità autonome e autosufficienti, liberandosi di ogni forma di combustibile, biomasse comprese, come stanno facendo in Danimarca, in realtà come “Friedrichshafen”? Settimo vuole proseguire in questa direzione? 
Attraverso la nostra azienda municipalizzata Pianeta, che ha nel proprio core business la progettazione e la realizzazione di sistemi energetici agili, stiamo proprio portando avanti l’idea dell’energia a km 0. E’ il concetto di cui parlavo precedentemente: promuovere e sviluppare tante isole energetiche autonome e autosufficienti, in grado di ridurre al minimo la dispersione di energia.

Quali sono le più recenti iniziative di Settimo Torinese in materia di fonti rinnovabili? 
Il progetto più importante è sicuramente Laguna Verde, uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbana oggi esistenti in Italia, sia per i volumi interessati ma sia soprattutto per il livello qualitativo e concettuale del progetto.
Il progetto si inserisce in uno spazio di circa 815.000 m² lungo l’asse di via Torino, in una zona dove oggi trova posto, tra gli altri, lo stabilimento Pirelli in via di dismissione e la contemporanea realizzazione, sempre a Settimo ma in via Brescia, del più tecnologico e avanzato stabilimento Pirelli del mondo, che sarà finito e operativo in estate. L’obiettivo sarà rendere il nuovo insediamento urbano il primo che non consuma più energia di quella che produce.
E poi ci sono tutta una serie di iniziative mirate come appunto la tettoia della tribuna dell’impianto di rugby coperta di pannelli fotovoltaici appunto, lo sviluppo del teleriscaldamento, l’approvazione di un importante allegato energetico al regolamento edilizio che prevede incentivi e cubatura in più per chi realizza edifici in classe A, l’utilizzo dell’idrogeno per alimentare la palazzina di Asm e molti altri verranno svelati nei prossimi mesi.